Destino molto simile quello che accomuna Higuayn e Mauro Icardi.
Uno è un centravanti, l’altro pure. Uno è argentino, l’altro pure. Uno ha un manager in famiglia, l’altro pure. Uno deve cambiare cambiare squadra, l’altro pure. Fin qui distinguere il destino di Mauro Icardo da quello di Gonzalo Higuain, e viceversa, sembra quasi impossibile. A cambiare drasticamente è però il modo di gestire la loro situazione che stanno adottando Inter e Juventus: uno è in guerra, l’altro pure. Ma uno è trattato come un nemico da sconfiggere, l’altro no.
Per quanto riguarda Mauro ogni giorno che passa, la valutazione del giocatore cala drasticamente. Gran parte di questo è merito proprio della dirigenza nerazzurra. Non è nemmeno necessario tornare troppo indietro nel tempo, a quando veniva tolta la fascia di capitano via social per esempio. Basta guardare questi ultimi giorni: fuori dal progetto di Antonio Conte e Beppe Marotta, concetto più volte dichiarato e ribadito, sopportato nel ritiro di Lugano fino all’esclusione dalle riunioni tattiche, arrivando alle ultime notizie. Icardi, nei fatti, è in pratica fuori rosa, seguito da un tecnico personale lontano dagli altri compagni di squadra. Praticamente, un disastro, sotto ogni punto di vista. Che difficilmente si può motivare solo con il controverso rapporto tra la dirigenza nerazzurra e l’ingombrante agente Wanda Nara, difficilmente si può ridurre a una questione di soldi o di status. La situazione è degenerata e ogni giorno peggiora sempre più. Icardi è un problema, vissuto come tale anche e soprattutto da chi questo problema dovrebbe risolverlo: dalla Juve in poi, tutti i club interessati al suo acquisto. Che ora aspettano e partecipano più o meno in silenzio a questa asta al ribasso.
Sul versante Higuain la situazione sembra più semplice. la Juve la sua decisione l’ha già presa: vendere. E avrebbe anche già trovato un acquirente: la Roma. Ma servirà (tanta) pazienza, in quanto il Pipita non è convinto della proposta giallorossa e, soprattutto, vorrebbe provare a rimanere sotto la Mole per cambiare una storia dal finale ormai scritto magari supportato dall’ormai consolidato rapporto con mister Maurizio Sarri.

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