Il sogno della Juve in Champions Legue finisce quì. Bianconeri battuti 2-1 in casa dall’Ajax.
Matthijs de Ligt salta quasi fino in cielo, una spanna sopra Rugani e Alex Sandro, e di testa la mette nell’angolo: è il 2-1 per l’Ajax, è la fine di tutto. L’immagine simbolo dell’eliminazione della Juve dalla Champions è servita e in uno scatto c’è tutto. Il dominio fisico appartiene all’Ajax, con un capitano 19enne già capace di decidere un quarto di finale di Champions. Ovviamente non era quella vista la Juventus che ci si aspettava. Una squadra deludente, mezzo metro sotto il livello atteso, lontanissima dalla stessa Juventus vista un mese fa contro l’Atletico Madrid. La Juve ancora una volta trova una serata maledetta ma c’è una differenza rispetto al passato: l’Ajax poteva segnare altre due, tre volte e non ci sono dubbi, ha meritato. Ronaldo ha segnato il solito gol da fenomeno ma è stato solo, troppo. La Juve non è sembrata pronta alla grande serata.
C’è stato un momento, intorno alle 21 e 30, in cui tutto sembrava perfetto. Allegri per una volta non cita l’ippica ma il basket e segna con uno schema ben preciso. C’è un angolo da destra, Bernardeschi, Emre Can, Rugani e Bonucci fanno massa a centro area e Cristiano gira intorno a questo strano quadruplo blocco. La battuta di Pjanic è quella scritta nel copione, perfetta, De Ligt perde CR7 e lo guarda segnare l’ennesimo gol di testa. Il pareggio però, come all’andata, arriva troppo presto, un po’ all’improvviso la fine di tutto. Un cross da sinistra rimbalza fuori dall’area dove Ziyech calcia maluccio ma finisce per liberare Van de Beek davanti al portiere, tenuto in gioco da Bernardeschi. Il biondo trova l’angolo e corre a esultare. Qui finisce una prima partita, un po’ bloccata ed equilibrata.
Questa Juve un pò bruttina però non sorprende nemmeno più di tanto. Le ultime 24 ore avevano lanciato un allarme: Mandzukic, Chiellini e Douglas infortunati, tutti assenti, in coda a una primavera piena di piccoli problemi fisici. Il campo conferma: la Juve non sta bene, entra morbida, come stanca, difende bassa e fatica a ripartire. L’Ajax allora probabilmente capisce di averne di più, alza il ritmo e comanda. L’occasione buona per Allegri passa per Kean, liberato da uno “stop più assist” da campione di Ronaldo, ma Moise calcia fuori. E allora, inevitabile, aumenta la sensazione che all’Ajax manchi giusto un po’ di cinismo per chiudere la partita. Il gol di De Ligt arriva poco dopo, puntuale, con un colpo di testa a centro area su angolo da destra.
A questo punto la Juve dovrebbe reagire, ma non lo fa anzi quasi rischia di subire il terzo gol. La partita finisce così con l’Ajax che festeggia sotto la curva e con i giocatori che escono a testa bassa.

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