Ronaldo a rischio?

Juve –Ajax senza Ronaldo? Purtroppo si, la possibilità è concreta.
L’infortunio è avvenuto durante la partita Portogallo – Serbia per le qualificazioni di Euro 2020.
La prima diagnosi ha parlato di un problema muscolari ai flessori della coscia destra.
L’ambizione di Massimiliano Allegri è quella arrivare il più vicino possibile allo scudetto e superare i quarti di Champions League grazie al Cubo di Max, un sofisticato rompicapo che lo aiuterà a trovare tutte le soluzioni d’attacco facendo e meno di Cristiano Ronaldo. Secondo il commissario tecnico della Juve al portoghese serve del tempo di recupero nonostante i buoni segnali di ripresa . Bisogna essere prudenti così da evitare possibili ricadute e non correre troppi rischi. Anche se a dirla tutta Cristiano ce la sta mettendo davvero tutta per essere presente soprattutto nella sfida con l’Ajax Ma il tecnico bianconero non ha mai amato la parola emergenza. Ed e’ proprio nelle difficoltà che si aguzza l’ingegno e lui ha sempre saputo trasformare gli imprevisti in una risorsa. Senza CR7 Max potrà sbizzarrirsi alla ricerca di nuove e fantasiose soluzioni,se ¬ come pare inevitabile allo stato attuale ¬ Cristiano salterà andata e ritorno contro l’Ajax. La soluzione più ovvia è quella che vedremo in campo l’Empoli: il tridente Dybala e Bernardeschi con Mandzukic punta centrale, non certo uno schema inedito. Dybala può essere davvero l’ago della bilancia anche nelle altre strategie allegriane: il 4-3-3 non è un dogma ed è rapidamente trasformabile in un 3-5-2, con Bernardeschi adattato nel ruolo di mezzala e Dybala in coppia con Mandzukic, più vicino così alla porta. Douglas Costa, che il tecnico spera di recuperare per il Milan o al più tardi per l’andata con l’Ajax, può diventare una risorsa: può fare l’esterno a destra o a sinistra. Cancelo e Alex Sandro nel tridente sono ottime alternative d’emergenza. Il cubo di Max regala un’infinità di soluzioni possibili. Visti tutti gli impegni della squadra bianconera Max dovrà mettere in atto tutte le strategie possibili in modo da raggiungere gli obiettivi prefissati

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Alla Corte del Re

Ormai non si può dire altrimenti: il sovrano assoluto della Juve ha un nome e un cognome
Cristiano Ronaldo non può essere definito altrimenti. Un re anzi un tiranno che siede sul trono bianconero per la gioia di ogni suddito del reame a strisce. La Juve sembra così una vera e propria felice monarchia illuminata, soprattutto dopo l’ultima sfarzosa notte di Champions: la rimonta contro l’Atletico ha confermato che non è una cattiva idea «servire » il monarca portoghese. Allegri ha esplorato tutte le diverse possibilità per farlo, dal passaggio intelligente di Pjanic al lancio soffice di Bonucci fino ai cross piovuti dagli esterni. Alla fine Cristiano l’ha messa dentro ben 24 volte: parecchie in generale, pochine rispetto a certe abitudini precedenti del sovrano. Cercare chi sia il servitore più idoneo del reame non è un’impresa cosi facile viste le tante possibili variabili in gioco, ma qualche tendenza appare chiara. Una su tutte, ad esempio: quando è Bernardeschi a prestare servizio, il re è davvero contento. Anche il Cholo deve essersene accorto. Tra poco più di due settimane la Juve cercherà fortuna nella patria del calcio totale e quest’anno, almeno all’inizio, Allegri ha cercato di sperimentare qualcosa dal sapore vagamente olandese. Il tridente di turno ha sempre mostrato una grande capacità darwiniana di adattamento alle difese avversarie: ha cambiato spesso la posizione degli attaccanti con la conclusione che Cristiano si è ridotto a calpestare maggiormente le zolle di sinistra. Allegri ha detto più volte che, per esprimersi al meglio, il portoghese necessità del croato, la cosa più simile al Benzema del suo Real Madrid in suo possesso. Mandzukic è così il principe degli assist per Cristiano Ronaldo in pratica uno ogni 500 secondi, mentre il ruolo del terzo moschettiere è una questione assai dibattuta. Da un lato Dybala ha giocato assieme a CR7 quasi il doppio dei minuti di Bernardeschi. Ma la verità è che Federico in champions ha dato vita ad una grande prestazione che può garantirgli il posto di terzo moschettiere di re Ronaldo.

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Un lungo tour de force

Un vero e proprio tour de force aspetta la Juve in questa fase calcistica.
Finite le due settimane di pausa a seguito degli appuntamenti della Nazionale Italiana, la Juventus tornerà in campo direttamente sabato 30 marzo e inizierà un lungo tour de force che prevederà diversi interessanti e importanti appuntamenti per il prosieguo della stagione calcistica. Innanzitutto i bianconeri saranno impegnati proprio sabato 30 all’Allianz Stadium contro l’Empoli, dopodiché sempre sul versante campionato seguiranno altre due gare contro Cagliari e Milan rispettivamente il 2 e il 6 Aprile. Dunque prima della partita con l’Ajax la squadra di Allegri dovrà concentrarsi appieno sul campionato prima della trasferta ad Amsterdam. Ovviamente bisognerà evitare il calo di tensione avuto con il Genoa e affrontare gli avversari nel migliore del modi. Servirà sicuramente un buon turn over in modo da affrontare ogni gara e ottenere il massimo risultato. Nel contempo la squadra di Allegri deve pensare al match con l’Ajax e studiare la strategia migliore anche in vista di possibili infortuni.
Mentre prima della gara di ritorno a Torino i bianconeri affronteranno la SPAL in trasferta. Il mese di aprile si concluderà con le gare contro Fiorentina in casa e con l’Inter a San Siro. Quello che aspettai campioni di Massimiliano Allegri è di certo un mese lungo e di sicuro non facile caratterizzato da gare molto diverse per intensità e preparazione. Servirà di certo l’esperienza di Chiellini in difesa per dar sicurezza all’attacco dell’incontenibile Cristiano Ronaldo che cerca il suo primo risultato con la Juventus. Meglio ancora se l’obiettivo è vincere la Champions League. O magari si può ottenere questo triplete tanto sognato e desiderato che completerebbe l’ottimo lavoro fatto da Max Allegri in questi anni. Ne vedremo sicuramente delle belle.

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Il Grifone ferma la Signora

Durante l’ultima partita di campionato abbiamo assistito alla incredibile caduta della Juventus.
Tutti i giornali parlano di quello che è successo a Genova: Juve battuta 2-0 dal Genoa. la squadra di Allegri non registrava una sconfitta con un certo scarto di reti dalla partita con la Roma del 2017. Quello che abbiamo visto è sicuramente una Juventus con La testa dei altrove: incerti in difesa e soprattutto inconcludenti e poco cattivi in attacco. Prandelli riesce inoltre a mettere in campo la giusta tattica di gioco puntando tutto sui i cambi. Sturaro e Pandev dalla panchina direttamente al gol. Sante parole quelle di Lippi. L’ex commissario tecnico campione del mondo l’aveva detto che a questo punto dipende tutto dalla Juve, non dalle sqaudre rivali. Se la Juve fa la Juve, gioca come sa e se, soprattutto, ha voglia di spaccare il mondo, nessuno riesce a fermarla. Altrimenti possono essere guai come a Madrid. È successo ad Allegri contro il più bel Genoa possibile, appena subito dopo le meraviglie «atletiche». Juve surclassata 2¬-0, senza alibi e senza scuse. La testa sicuramente altrove, forse un calo di adrenalina da dopo sbronza della vittoria con l’Atletico. Mai essere troppo sicuri di sè C’è sempre una prima volta. E non c’era occasione migliore per perdere in campionato ponendo fine ad un’imbattibilità che andava avanti da 27 settimane.
Nel primo tempo subito un episodio che fa discutere. Rigore prima concesso e poi non assegnato al Genoa dopo la consultazione del Var. Il responso è semplice: il tocco di mano incriminato di Cancelo era stato preceduto da un fallo altrettanto punibile di Kouame. Sempre nella prima parte della gara gol annullato a Dybala per fuorigioco di Emre Can.
Le reti rossoblù arrivano entrambe nel secondo tempo: sblocca per primo il risultato l’ex Sturaro, dopodiché tocca all’ex del Napoli Pandev che raddoppia la distanza.
Sicuramente a Genova la Juve era troppo sicura di se, colpevole anche di aver preso sottogamba un avversario comde il Genova. Sicuramente lezione imparata dai bianconeri.

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Alla Juve tocca l’Ajax


Juve – Ajax: pericolo in vista!
Apparentemente il sorteggio champions per la Juve sembra favorevolissimo, ma non è cosi. Pericolo baby “galacticos” per la Juve”, scrive appunto Sportmediaset che ha commentato così il sorteggio dei quarti di finale di Champions League. “Il clamoroso poker con cui l’Ajax è riuscito ad eliminare incredibilmenteil Real Madrid dalla Champions League ha fatto il giro del mondo in pochissimo tempo e ha dominato su tutte le prime pagine di tutti i giornali sportivi. Ma dopo l’incredibile impresa del Bernabeu a tenere banco è stato il calciomercato, perché praticamente tutte le big d’Europa seguono da tempo i gioielli del club olandese e la gara di Madrid non ha fatto altro che confermare che nei Lancieri giocano i nuovi campioni del calcio di domani. L’uomo copertina è Frankie De Jong, talento puro dotato di ottime geometrie e di una grande progressione su cui ha già messo gli occhi il Barcellona, che lo ha bloccato per la prossima stagione pagandolo circa 75 milioni di euro. A proposito di Juve, non è certo un segreto che i bianconeri inseguano da tempo Matthijs de Ligt, solido centrale classe ’99 che la Vecchia Signora potrà osservare da molto vicino direttamente ai quarti di finale e su cui è pronta ad investire per costruire il dopo BBC. L’Ajax ha messo cosi in vetrina i suoi gioielli mettendo fine anni d’oro del grande Real, ora proverà a fare lo sgambetto anche alla Juve, ma comunque andrà in estate si scatenerà l’asta tra le big e le casse dei Lancieri si riempiranno fino all’orlo”.
il sorteggio champions ha creato opinioni discordanti. Da un lato meglio evitare Barcellona e le big inglesi, ma l’Ajax è sicuramente la squadra rivelazione di questa champions league. Quanto accaduto al Bernabeu rimarrà nella storia. Riuscire ad eliminare il titolatissimo Real Madrid non è da tutti. La sfida Ajax -Juventus ci fa ben sperare di poter vedere un gran bel calcio carico di emozioni e colpi di scena.

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I Sorteggi


In vista dei sorteggi Champion QUESTA JUVE FA PAURA.
Su La Stampa non si fa altro che parlare del fenomeno Juventus. Dopo aver visto l’Inferno, ora la Juve può sognare il Paradiso. Alla fine è proprio questa la cosa bella dell calcio. Ed è questo che da sempre più forza a Ronaldo, tanto da poter riscrivere del tutto la storia dei bianconeri regalando cosi una sorta di immortalità ai campioni d’Italia. Sopravvissuti alla quasi certa eliminazione, Allegri e i suoi uomini hanno tutta la forza e la voglia per tornare a Madrid: non più contro l’Atletico di Simeone, umiliato con il 3-0 dello Juventus Stadium, ma per giocarsi la Champions nella finale del 1° giugno. Considerando che anche il Real Madrid è incredibilmente fuori dai giochi, l’occasione è ghiotta per CR7 e per la sua Juve. Anche perché l’ultima volta in cui le due squadre madrilene non hanno partecipato ai quarti della coppa più nobile, la finale si disputava proprio nella capitale spagnola e la vinse una squadra italiana. Può sembrare quasi blasfemo il richiamo del 2010 e del famoso triplete dell’inter di Mourinho per gli juventini, ma corsi e ricorsi storici mettono in moto pensieri e calcoli in vista del sorteggio di Nyon. Domani, ore 12, nella sede della Uefa le 8 squadre che hanno superato i gironi ancora in corsa per la Champions scopriranno quale destino verrà riservato loro dall’urna con il sorteggio di quarti e semifinali. Sembra quasi di assistere alla Coppa d’Inghilterra, vista la presenza di Manchester United e Manchester City con Liverpool e Tottenham, mentre il dominio spagnolo al quale ci eravamo tanto abituati si riduce alla sola presenza del Barcellona con Ajax e Porto a fare da mine vaganti. Se tutti sognano un tabellone con olandesi o portoghesi, lo stesso pensiero emerge su chi non incrociare nelle sfide del 9-10 e 16-17 aprile: “Meglio evitare la Juve e Ronaldo”.

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Dybala guarda già lontano


Paulo Dybala e la Juventus non sono mai stati così lontani. Perché dopo l’esaltazione ai massimi livelli, la maglia numero dieci e un progetto legato al suo contratto per renderlo sempre più importante, oggi l’attaccante argentino è incupito a causa della sua stagione negativa e non sente più quel feeling. Non si sente più al centro del progetto Juventus. La stessa sensazione che si respira alla Continassa attorno a Dybala, mai veramente devastante ai suoi livelli quest’anno: per la prima volta da quando Paulo è a Torino, tutte le parti in causa stanno seriamente considerando la cessione. Dall’entourage del giocatore fino alla dirigenza bianconera, l’ipotesi diventa concreta e presto potrà esplodere la ‘bomba Dybala’. Diverse sono le voci che si rincorrono, dai club di Premier League passando per il Bayern Monaco; nessuna società fino ad oggi ha presentato offerte reali e concrete alla Juventus. Il prezzo è stato fissato per poco più di 100 milioni di euro, può essere questa la cifra adatta secondo la dirigenza per liberare Dybala. Questi i segnali raccolti dall’entourage del giocatore, chi lo vuole può farsi avanti perché l’argentino può finanziare buona parte del mercato in entrata bianconero. Far partire Dybala non è una richiesta che parte solo da Max Allegri nelle settimane scorse; a prescindere dal capitolo allenatore, la Juventus ha percepito un calo anche dal punto di vista mentale del giocatore e sa bene che un’altra stagione a questi livelli potrebbe far drasticamente crollare valutazione e considerazione attorno al giocatore argentino. Venderlo oggi ha una logica ben precisa, a meno che si cambi in panchina con un allenatore che voglia blindarlo a tutti i costi. Ma la verità è che questa manovra presupporrebbe un altro sacrificio ‘grosso’ sul mercato e soprattutto un rinnovo forse troppo importante per Dybala in questo particolare momento. Oggi Paulo Dybala non potrebbe essere più lontano dalla Juve, sta guardando oltre, verso chissà quali destinazioni.

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Sfida Atletico Madrid


Juve – Atletico: preparare la sfida
In vista del match con l’Atletico Mdrid del 12 marzo la strategia della squadra di Allegri è ben chiara: nessuna strategia particolare e sicuramente nessuno schema cervellotico. La squadra di Diego Simeone certamente si difenderà fin dall’inizio, giocando di attese, ripartenze e contropiede sfruttando ogni calcio da fermo così come è avvenuto nella gara di andata. Sembra quindi che per i colchoneros di Simeone ci sarà una modalità di azione semplice e diretta. Sarà compito della Juventus cercare tra le varie opzioni il modo più adatto per giungere ad un unico obiettivo: quello di fare gol e di portare a casa il risultato.
La squadra di Massimiliano Allegri dovrà segnare almeno 2 reti per portare le squadre almeno ai tempi supplementari. Oppure dovrà farne dai 4 in su per chiudere definitivamente il match. Impresa sicuramente difficile ma non impossibile per una squadra come la Juventus.
Bisogna giocare una gara perfetta impostando uno schema offensivo con cattiveria, decisione e attuando le scelte giuste sia dal punto di vista delle tattiche che degli uomini da mettere in campo.
Si deve puntare sulla velocità e su una buona tecnica. Abbiamo già visto nella gara di andata che gli spagnoli sono difficili da attaccare sulle palle ferme. Dovranno essere i campioni a fare la vera differenza con le loro giocate
Lo schema da usare è quindi chiaro a tutti, vincere gli uno contro uno, provare a caricare di falli per diminuire la loro aggressività e portarli sul loro terreno meno preferito giocando sugli esterni e palla bassa. Sembra facile a dirsi ma abbastanza difficile a farsi. Lì importante è tenere alto il ritmo e giocare con intensità ma senza mettere la gara solo sul lato fisico.
Serve insomma la gara perfetta, senza troppi tecnicismi e soprattutto non si può giocare con frenesia, ma bisogna sapere che serve cinismo e cattiveria perchè le occasioni non saranno infinite e la Juventus dovrà essere brava a sfruttarle una ad una fin dall’inizio. Senza sprecarne nessuna. E’ da tanto che il profumo della Champions si perde per un soffio. L’acquisto di Cristiano Ronaldo deve servire proprio a questo. Per mettere le mani sulle coppa dalle grandi orecchie bisogna superare un’ostacolo alla volta. Quindi la parola d’ordine per il match di ritorno con l’Altletico è soltanto una: Vietato Sbagliare!

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Sempre la stessa Storia


SEMPRE LA SOLITA STORIA DELLA JUVE AIUTATA
Dopo Napoli-Juventus, una donna insegue il pullman della Juventus al grido: “Ladri, mariuoli”.
Questa non è altro che la solita reazione figlia dell’altrettanto solito atteggiamento negativo contro la Juventus. E’ vero che a Napoli la Juve non avrà giocato una partita memorabile, di certo non ha fatto la partita della sua storia, ma almeno dal punto di vista degli episodi arbitrali, non ha portato a casa nulla in più di quello che meritava.
La Juve aiutata contro gli azzurri, è un falso, una bugia. Una bufera che qualche media sta raccontando per creare il solito clima di tensione e purtroppo qualcuno, come al solito, ci corre dietro. Gli episodi incriminati, dall’espulsione del portiere Meret, alla gestione dei cartellini, fino al rigore di Alex Sandro, sono stati tutti giusti e l’arbitro Rocchi ed i suoi collaboratori sono stati bravi nelle loro valutazioni.
L’espulsione di Meret è corretta, perchè il portiere esce in modo avventato e pericoloso e solo l’abilità di Cristiano Ronaldo nell’evitare il contatto non ha portato ad uno scontro che poteva avere conseguenze pericolose per il giocatore portoghese. Secondo Fabio Capello se lo scontro ci fosse stato Ronaldo avrebbe potuto addirittura rompersi la gamba. Forse questa visione è abbastanza catastrofica, ma sicuramente il rischio di farsi davvero male era concreto. Bravissimo, Cristiano, quindi, ad evitare lo scontro, imprudente il portiere ad uscire in quel modo ed ancora più Malcuit a lanciare l’avversario.
Detto, questo, tutti gli altri episodi sono stati valutati più che bene, Pjanic molto incauto nel suo intervento, Alex Sandro troppo vicino a Fabian Ruiz ma con il braccio largo impossibile quindi per lui evitare il contatto, ma scomposto nel calcio.
Se proprio bisogna parlare l’unico episodio che ha fatto discutere è stata la mancata espulsione per doppio giallo per Koulibaly. Quindi un episodio che fondamentalmente ha svantaggiato la stessa Juve.
Insomma sulla partita disputata domenica sera al San Paolo si può dire di tutto e di più. Sicuramente il match è carico di tensione, di certo non si tratta di una partita come le altre ma, di certo, non si può dire che la Juve sia stata in qualche modo aiutata dagli arbitri.
La storiella della juve aiutata a Napoli è una favoletta alla quale non crede ormai nessuno se ne parla solo per alzare il tanto caro polverone mediatico.

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